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| RILFESSIONI SU CROTONE- ALBINOLEFFE |
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| Scritto da giovanni | |||
| Domenica 07 Marzo 2010 18:46 | |||
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Il tris dello “Scida”annulla il poker dello “Zecchini”e ripropone “autorevolmente” il Crotone nella bagarre per la conquista di quel sest’ultimo posto che in cadetteria vale “la vita”.Una sconfitta di cui in sala stampa il buon Sasà Gualtieri dirà “ Quando una squadra viene a difendersi e riesce a realizzare un goal dopo otto minuti ….sei fatto.”Un telegramma che non condividiamo completamente perché nel calcio il fatalismo, non paga,perché la sintesi della sconfitta circa i nostri demeriti,risulta troppo riduttiva,perché in ogni sconfitta bisognerebbe ammettere sportivamente,anche….. i meriti dell’avversario.Più realisticamente uno 0 – 3 pesante per implicazioni conseguenziali,tutt’altro da minimizzare “ in fondo siamo rimasti allo stesso posto-dirà in ancora in sala stampa il presidente Gualtieri –“ e che obbligherà il Sig.Lerda e la sua,nostra band,fra sette giorni dal delicatissimo confronto con la squadra della città del Santo,a una sua attiva rielaborazione….a tavolino.Nel tentativo tutt’altro che difficile dopo averne capito “l’essenza” intrinseca,porsi il quesito se di causa tecnica e/o motivazionale si sia trattato finalizzandone la risposta ad evitare ulteriori figuracce al cospetto degli occhi del “mondo”,e le pericolose tendenze autolesionistiche che ogni tanto affiorano in questo squadra (vedasi Mantova),e buon ultimo,a non far vacillare il Lerda pensiero che appena una settimana fa ,sulla carta stampata,dichiarava le proprie certezze circa “salvezza” del team pitagorico.Un protocollo ineludibile nell’ottica retrò delle brillanti prestazioni offerte dallo squalo contro le più titolate formazioni di un campionato cadetto che nell’ultima allo “Scida”,ha voluto “ardentemente” confermare la propria tendenza, alle “stranezze”,stavolta, a sfavore dello squalo….. super favorito alla vigilia.L’Albino,una squadra scesa nelle lontane Calabrie,incerottata per numero di infortunati e rattoppata per squalificati,sulla carta,non in grado di infelicitare il pomeriggio calcistico dello squalo che in quel di Grosseto a detta degli stessi autori dell’impresa,aveva disputato in modo autoritario,la partita “perfetta”.Una “perfezione” convertita,in sette giorni,in sconfitta ..“perfetta”, che di colpo ha fatto trasmigrare lo stato d’animo degli sportivi pitagorici,dagli altari della gloria alla polvere della sconfitta.Una sconfitta che negli stessi sette giorni,sul verde “dell’Euganeo di Padova” obbligherà gli stessi atleti pitagorici a spiegare sul “campo”….nemico,ai delusi tifosi che i “brocchi” perdenti contro l’Albino,sono gli stessi “fenomeni” ammirati contro il Grosseto,il Torino, il Cesena etc.atc.Dovranno dimostrare quel che il Crotone realmente è.Una normale squadra… di serie“B”,che se non sorretta dalla giusta autostima,umiltà, motivazioni intriseche ed estrinseche,dai ritmi a lei più congeniali,dalla possibilità di giocare calcio negli spazi concessi dagli avversari che giocano altrettanto calcio,può perdere da chiunque.Quanto non avvenuto,cioè, contro la formazione di Emiliano Mondonico.Una squadra,quest’ultima,in ambasce, venuta a Crotone a giocarsi le sue chance di salvezza contro una diretta concorrente che è riuscita (per la prima volta) ad avere la meglio sui rossoblu,affrancandosi dal “pericolo” in caso di arrivo alla pari al quint’ultimo posto.Una chance non irrilevante che lo squalo ha invece alienato da sé,con una prova insipida agonisticamente,disputata sotto ritmo e sotto tono,che nonostante l’inferiorità numerica degli ospiti e la presenza in campo di tutte le nostre “bocche da fuoco”, è riuscita a “partorire” un unico,misero tiro in porta capace di scaldare le mani ad “Pelizza” infreddolito e sorpreso dalla troppo amichevole accoglienza ricevuta allo “Scida” dai padroni di casa.Una sconfitta figlia della sottovalutazione di un avversario,conosciuto bene,per sua stessa ammissione,dal Sig.Lerda e contro il quale,si pensava che il mister avesse preso alla vigilia,le contromisure necessarie per trasformarlo in ghiotto boccone.Un avversario che sul campo,ha venduto invece,cara la propria pelle,affidandosi ad un super catenaccio di vecchio stampo,sorretto dall’esperienza di un Bombardini ovunque e tenuto assieme dallo straordinario collante di esperienza professionale di quella vecchia volpe di un Mondonico che non finisce mai di stupire e di cui il mister di Fossano dichiaratamente amico ed estimatore,dovrebbe fare tesoro per non ricadere mai più nella “magra” da “rossore”rimediata questo sabato. Luigi Pistoresi.
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