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Piccole imprese in grande sofferenza: chiedono un credito di imposta automatico sugli investimenti ed aiuto concreto per l'accesso al credito. Salvatore Lucà nei giorni scorsi ha incontrato una numerosa rappresentanza di artigiani e piccoli imprenditori della provincia di Crotone e Cosenza per ascoltare e proporre eventuali soluzioni ad un tessuto economico che continua a soffrire terribilmente sotto la scura di una crisi che solo in questi ultimi mesi sta manifestando veramente tutta la sua gravità. Aziende che continuano a chiudere, tantissimi abbandonano tutto e tutti per recarsi altrove non tanto a pensare o dare il là a nuove intraprese ma a cercare solo un semplice posto lavoro per poter sopravvivevere nella noncuranza e grande disattenzione di un potere politico che è in tutt'altre faccende affaccendato. All'incontro a cui hanno partecipato anche rappresentanti associativi ed istituzionali ( Luigi Falzetta, Raffaele Lucà, Luigi D'Ippolito, Carmine Corigliano) tutti, nessuno escluso, hanno sottolineato come il mondo istituzionale e politico stia sottovalutando una situazione ed una crisi economica che può diventare devastante per un territorio che ha già subito e pagato in termini occupazionali la presenza di pseudo imprenditori che negli anni hanno fatto incetta di risorse pubbliche per solo fini personali e per creare solo occupazione precaria. Anche le vicende di questi mesi: Villa Giose, Sasol, Gres 2000, Cellulosa 2000, Centrale turbogas, Sali Italiani, Gruppo Abramo sono gli esempi più evidenti di una crisi che sta implodendo in un tessuto economico già debole per se stesso, che in questi anni ha creato una occupazione precaria che sta rovinando e mettendo in crisi, non solo economica , tantissime famiglie. Un territorio dove l'economia reale rischia di sparire completamente, perché i nodi dell'accesso al credito, del costo del denaro restano e continuano ad aumentare, malgrado i proclami ora di questo ora di quel rappresentante istituzionale o finanziario. Dalla discussione, in alcuni tratti abbastanza vivace, tutti hanno convenuto che una misura che da subito, sicuramente associata ad agevolazioni concrete sull'accesso al credito, potrebbe essere da parte della Regione Calabria quella di mettere a disposizione delle imprese i Fondi Europei per un credito d'imposta automatico e senza graduatorie, alcune volte anche contestate, sugli investimenti in infrastrutture e macchinari per le nostre imprese di qualsivoglia natura. L'utilizzo di questi fondi per simili operazioni metterebbero all'angolo quegli imprenditori che per anni nella nostra Regione hanno abusato di tutti quei finanziamenti che hanno creato di fatto una forte disparità tra coloro i quali fanno veramente imprenditoria ed altri che hanno utilizzato le risorse pubbliche solo per fini e scopi personali. Oggi le istituzioni e la politica devono convincersi che bisogna sostenere veramente quelle aziende che investono e che di fatto creano sviluppo, coloro i quali promettono utopie con occupazione temporanea e precaria possono restare tranquillamente nei loro territori, siamo stanchi di una situazione che continua a precipitare. La disponibilità dei fondi europei per questa misura, così come d'altra parte stanno già facendo altre regioni del meridione, potrebbe essere veramente la molla per cominciare concretamente a risalire la china e diffondere un po' di ottimismo tra quegli imprenditori che stanno perdendo anche la speranza. Il credito d'imposta è il mezzo migliore, ha concluso Lucà, in quanto è una di quelle misure agevolative riservate veramente a chi investe, è semplice, automatico ed è al riparo dal clientelismo politico che ha creato tanti guasti. Ufficio Stampa
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